CONCERTI D'ESTATE 2010 

 

 

L. Boccherini

Sinfonia in re min. Opera 12 n° 4

detta “Della Casa del Diavolo

Andante sostenuto,  Andantino con moto

 Allegro con molto

 

 

F. Carulli

Petit Concerto de Societé op. 140

Allegro,  Largo,  Allegro

 

 

 

 

 

W. A. Mozart

Sinfonia n° 29  in la magg. K 201

Allegro Moderato, Andante, Minuetto,

 Allegro con spirito

 

 

 

 

 

Sinfonia in re min. detta “Della Casa del Diavolo”. Opera 12 n° 4

 Questa sinfonia nell’ultimo movimento reca il titolo “Chaconne qui représente l’Enfer et qui a été faite à l’imitation de celle de M. Gluck dans le Festi de pierre”.

E stata composta durante il primo soggiorno a Madrid del musicista lucchese, quando divenne “compositorre e virtuoso di camera di S.A.E. Don Luigi Infante di Spagna”. Fa parte della più prestigiosa raccolta di sinfonie di Boccherini intitolata Sei concerti a grande orchestra.

La Casa del Diavolo, in tonalità minore, è di tinte preromantiche e termina con una “ciaccona”, una nota danza spagnola, ad imitazione dell’analoga forma nel Don Giovanni di Gluck.

 

Ferdinando Carulli (1770-1841)

Chitarrista, pedagogo e compositore italiano nato a Napoli, il giovane Carulli apprese i suoi primi rudimenti musicali con il violoncello presso un insegnante, quindi con la chitarra da autodidatta. Nel 1807 iniziò a pubblicare, presso la Ricordi, le sue prime opere per chitarra. Dopo un soggiorno a Vienna, nel 1808 Ferdinando Carulli si stabilì a Parigi. Fu il primo chitarrista di rilevante importanza presente nella capitale francese e si attirò una clientela proveniente dalla nobiltà e dall'alta borghesia. Intorno al 1810 incontrò Filippo Gragnani con il quale strinse amicizia. Compose un metodo famoso (opera 27) e numerosi brani (circa 400) per chitarra, il concerti per chitarra  opera 8 e op 140, duetti e trii.

 

W. A. Mozart     Sinfonia in la magg. K. 201

La Sinfonia K. 201 compone, insieme con le Sinfonie K. 183 e K. 200 che la precedono e seguono rispettivamente di pochi mesi, la triade delle prime grandi sinfonie scritte a Salisburgo.

Alla drammatica densità della Sinfonia K. 183 subentrano qui intenzioni estremamente raffinate. L’organico è ristretto, ma si tratta ancora una volta di una vera sinfonia viennese, dalla profonda elaborazione tematica. L’eleganza della scrittura non impedisce una notevole ricchezza contrappuntistica: già l’esposizione dei temi nel primo movimento avvia un giuoco sottile di imitazioni, che contraddistingue anche il corposo sviluppo e lo stesso Andante, in re magg. coi violini con sordina, uno dei primi esempi in Mozart di un tempo lento esteso eppur tematicamente concentratissimo. Un Minuetto vigoroso e un finale incalzante, dove ogni tanto una pausa improvvisa lascia spazio all’esibirsi umoristico di una scaletta ascendente frettolosamente percorsa dai violini, completano la fisionomia di un lavoro di straordinaria maturità formale e linguistica.