Programma
C. M. v. Weber
Introduzione, Tema e Variazioni per clarinetto e archi
L.v. Beethoven
Settimino in mi bemolle maggiore op. 20
per Violino, Viola, Violoncello, Contrabbasso, Clarinetto, Fagotto, Corno
Adagio - Allegro con brio, Adagio cantabile, Tempo di Menuetto, Tema con Variazioni, Scherzo, Andante con moto “Alla marcia - Presto
Note al Programma
C. M. Von Weber
Introduzione, Tema e variazioni per Clarinetto e Archi
L’amicizia fra C. M. Von Weber, nato a Lubecca nel 1786, ed il clarinettista H.J. Bärman si colloca in un momento della vita del compositore tedesco, negli anni dopoil 1810, particolarmente ricca di fermenti. La sua particolare sensibilità timbrica che farà di lui un caposcuola della strumentazione romantica, si esplica in una serie di composizioni volte a scandagliare le risorse dei singoli strumenti, soprattutto a fiato;al clarinetto, strumento romantico per eccellenza per il cui timbro caldo ed intenso nutrirà sempre una particolare predilezione C. M. Von Weber dedicò molte composizioni anche per orchestra fra Introduzione, Tema e variazioni per Clarinetto e Archi, dove oltre alla componente timbrica sensuale si esplorano le molteplici possibilità tecnico-virtuosistiche dello strumento che sembra rivaleggiare con l’orchestra nell’affermazione della propria identità.
L.v. Beethoven
Settimino in mi bemolle maggiore op. 20 per vln, vla, vcl, cb, cl., fg, cr.
La musica da camera è un filone tradizionale della musica classica, nel quale rientrano composizioni in cui il ruolo del singolo strumento è sempre individuale. Mentre cioè nella musica orchestrale sono previsti in genere gruppi di esecutori per ogni timbro strumentale (ad esempio 15 primi violini, 10 violoncelli eccetera), in quella da camera, in genere, due diversi strumenti procedono all'unisono solo episodicamente. Ovviamente rientra nel filone cameristico tutta la letteratura per uno strumento solista. Le composizioni da camera sono scritte di solito per un ristretto numero di esecutori (strumentali e vocali); lo stesso nome deriva proprio da questa circostanza. La formazione del Settetto per fiati e archi è stato reso famoso dal: Settimino in mi bemolle maggiore op. 20 di Ludwig van Beethoven per violino, viola, violoncello, contrabbasso, clarinetto, fagotto, corno. Il Settimino op. 20, composto nel 1799, dedicato all'imperatrice Maria Teresa, tra le opere più popolari di Beethoven, è una delle due opere con cui il compositore si presenta ufficialmente al pubblico viennese – l'altra era stata la Prima Sinfonia op. 21 – e si confronta col proprio maestro Haydn; del Settimino si dice infatti che Beethoven, all'epoca ventinovenne, abbia esclamato "Questa è la mia Creazione! "Quest’anno sarà eseguito anche al Festival di Ravenna dall’Orchestra Cherubini.